giovedì 6 aprile 2023

SETTORE MUSEI CIVICI BOLOGNA

Iniziative, attività e mostre temporanee

7 - 13 aprile 2023

Ogni settimana i Musei Civici di Bologna propongono un ricco

calendario di appuntamenti, veri e propri viaggi tematici nelle collezioni, spaziando dalle letture più immediate dei capolavori esposti alla creazione di associazioni inedite tra oggetti appartenenti ai patrimoni delle diverse aree museali fino ad approfondimenti specifici e maggiormente specialistici. 

IN EVIDENZA

Musei aperti, con collezioni permanenti e mostre temporanee, con orario festivo anche a Pasqua (domenica 9 aprile) e il Lunedì dell’Angelo (lunedì 10 aprile), con la sola eccezione del

Museo per la Memoria di Ustica e di Casa Morandi che lunedì 10 aprile rimarranno chiusi per turno. 

Info e orari: www.museibologna.it

PER I BAMBINI

sabato 8 aprile

ore 15: Museo Archeologico - via dell’Archiginnasio 2

“Bambini e giochi tra Greci, Etruschi e Romani”

Laboratorio con visita per ragazzi da 7 a 11 anni, a cura degli archeologi di ASTER.

Quali erano i giochi preferiti dei bambini greci, etruschi e romani? Lo scopriremo attraverso una

visita al museo e chiuderemo il pomeriggio sperimentando alcuni antichi giochi come quello

delle 4 noci, il gioco dei dadi, capita et navia, il gioco degli astragali e altri ancora.

Prenotazione obbligatoria entro le ore 18 del giorno precedente la visita, scrivendo a musarcheoscuole@comune.bologna.it, indicando il numero di persone e un telefono cellulare di riferimento. Le modalità di pagamento saranno inviate via mail all'atto della prenotazione.

Ingresso: € 7,00 a partecipante

Info: www.museibologna.it/archeologico

ore 15 e ore 16.30: Museo del Risorgimento - Piazza Carducci 5

“Trame e intrecci: raccontarsi attraverso l'abito”

In occasione della mostra “Teste di legno a Carnevale”, il museo propone un programma di laboratori per scoprire la tradizione dei burattini a Bologna. 

L'attività prevede la progettazione di un abito personalizzato, utilizzando la tecnica del collage

ed è dedicata alle famiglie con bambini dai sei anni. 

È gradita la prenotazione a museorisorgimento@comune.bologna.it oppure allo 051 225583.

I laboratori sono a cura di "Musei e cultura dell'accessibilità", progetto del Settore Musei Civici

Bologna. 

Ingresso: gratuito (biglietto museo per gli accompagnatori adulti)

Info: www.museibologna.it/risorgimento

Domenica 9 aprile

ore 15: Museo Archeologico - via dell’Archiginnasio 2

“I pittori di Pompei for kids”

Breve visita alla mostra con laboratorio per bambini da 7 a 11 anni. A cura di Aster | MondoMostre.

Prenotazione obbligatoria allo 02 91446110.

Ingresso: € 12,00 (comprensivo del biglietto della mostra)

Info: www.museibologna.it/archeologico

ore 16: Museo del Patrimonio Industriale - via della Beverara 123

“Sorpresa!”

Laboratorio per bambini da 6 a 10 anni.

Quante cose si possono nascondere dentro un pacchetto!

Una sorpresa è qualcosa di inaspettato e spesso l'esclamazione "Che sorpresa!" ha accompagnato la nascita di scoperte e invenzioni.

Aprendo un pacchetto dopo l'altro i ragazzi potranno assistere a un laboratorio dove si racconteranno storie e si faranno esperimenti per sorprendersi e imparare a sorprendere gli amici!

Prenotazione obbligatoria allo 051 6356611 (entro le ore 13 del venerdì precedente).

Il laboratorio verrà attivato solo al raggiungimento di almeno 5 partecipanti.

Ingresso: € 5,00 a partecipante (gratuito per un accompagnatore adulto)

Info: www.museibologna.it/patrimonioindustriale

lunedì 10 aprile

ore 15: Museo Archeologico - via dell’Archiginnasio 2

“Tessuti preziosi e abili artigiani”

Laboratorio con visita per ragazzi da 7 a 11 anni, a cura degli archeologi di ASTER.

Attraverso le immagini e i reperti della sezione egiziana e del lapidario romano proviamo a capire l'importanza dei tessuti nell'antichità. Cerchiamo di capire la fatica di realizzarli anche

provando la tessiture ad un telaio verticale e realizziamo un piccolo segnalibro tessuto da noi!

Prenotazione obbligatoria entro le ore 18 del giorno precedente la visita, scrivendo a musarcheoscuole@comune.bologna.it, indicando il numero di persone e un telefono cellulare di riferimento. Le modalità di pagamento saranno inviate via mail all'atto della prenotazione.

Ingresso: € 7,00 a partecipante

Info: www.museibologna.it/archeologico

ore 16: Museo del Patrimonio Industriale - via della Beverara 123

“Il viaggio lungo il Navile”

Percorso outdoor per famiglie con ragazzi da 8 a 12 anni.

Il museo vi invita ad esplorare il Canale Navile armati di bussole e mappe, per scoprire e riscoprire la storia della città.Nella prima parte dell’incontro, insieme alla guida, i visitatori esploreranno il Canale Navile, impegnati in una caccia agli indizi disseminati sul percorso. A seguire,

l’attività proseguirà al museo dove le ricerche effettuate all’interno troveranno riscontro e soluzione all’interno delle collezioni museali.

Prenotazione obbligatoria allo 051 6356611 (entro le ore 13 del venerdì precedente).

Il laboratorio verrà attivato solo al raggiungimento di almeno 5 partecipanti.

Ingresso: € 5,00 a partecipante (gratuito per un accompagnatore adulto)

Info: www.museibologna.it/patrimonioindustriale

GLI ALTRI APPUNTAMENTI

venerdì 7 aprile

ore 14-19: Museo Morandi - via don Minzoni 14

“Laboratorio Aperto al Museo Morandi”

A seguito della conclusione della mostra “Giorgio Morandi. Opere dalla collezione Antonio e Matilde Catanese”, uno spazio del Museo Morandi diventa “Laboratorio Aperto”, a cura di Mariella

Gnani, dedicato al restauro dell'opera di Giorgio Morandi, “Autoritratto”, 1914 (V.12).

L’intervento è stato preceduto da una fase preliminare in cui Laura Baratin e Giovanni Checcucci della Scuola di Conservazione e Restauro dell'Università di Urbino hanno effettuato dei rilievi

tridimensionali per analizzare la morfologia della superficie nei minimi dettagli sia del recto che del verso.

Lo studio dei materiali costitutivi dell'opera, tramite tecniche di Fluorescenza a Raggi X e micro-Raman, è stato condotto da Vincenzo Palleschi, Stefano Legnaioli e Giulia Lorenzetti - ICCOM/CNR di Pisa, mentre l’analisi con tecnica FT-IR è stata eseguita da Patrizia Tomasin e Luca Nodari - ICMATE/CNR di Padova.

Il pubblico può assistere alle successive fasi dell’intervento di restauro a cura di Mariella Gnani, tutti i venerdì fino al 12 maggio 2023.

Ingresso: biglietto museo (€ 6,00 intero / € 3,00 ridotto). Per i possessori di Card Cultura ingresso gratuito

Info: www.mambo-bologna.org/museomorandi

ore 17.30: Museo della Musica - Strada Maggiore 34

Nell'ambito di “wunderkammer il museo delle meraviglie”

“Paganini e Livorno”

Per “Insolita - la musica che non ti aspetti”, presentazione musicale del volume di Massimo Signorini con la partecipazione di Michele Greci (chitarra).

Il volume di Massimo Signorini (Sillabe, 2022) ha indagato le presenze, le accademie musicali e

il singolare rapporto di Niccolò Paganini con la città di Livorno. In particolare, l’obiettivo è stato quello di contribuire alla verità storica sulla tradizione che vede proprio nella città labronica

il luogo in cui egli ha ricevuto in dono il Cannone (il suo celebre violino) da parte di un misterioso personaggio che, al termine di un’ampia ricerca negli archivi e nelle biblioteche livornesi, è stato finalmente identificato.

Per prenotare online l’ingresso:

https://www.eventbrite.com/cc/wunderkammer-2023-il-museo-delle-meraviglie-1878229.

Ingresso: gratuito fino ad esaurimento posti

Info: www.museibologna.it/musica

sabato 8 aprile

ore 10-14: Museo del Patrimonio Industriale - via della Beverara 123

“Scopri la Bologna dell'Ottocento”

Gli operatori del museo accoglieranno i visitatori tra gli oggetti, la strumentazione scientifica, i modelli e le macchine per raccontare lo sviluppo dell'industria bolognese nel corso dell'Ottocento: un secolo complicato in cui la città si avvia progressivamente alla modernità dal punto di vista politico, urbanistico, economico e produttivo.

Ingresso: biglietto museo (€ 5,00 intero / € 3,00 ridotto). Per i possessori di Card Cultura ingresso gratuito

Info: www.museibologna.it/patrimonioindustriale

ore 14: Cimitero della Certosa - via della Certosa 18

“Verità o menzogna?”


«A vedere, leggendo le iscrizioni, tante creature virtuose, amate, rimpiante, si sarebbe tentato di credere che la migliore metà dell’uman genere sia salita al cielo e non abbia lasciato sulla terra se non il rifiuto.» Così scrive Basile Joseph Ducos dopo la sua visita alla Certosa tra 1819 e 1820. Insieme a Roberto Martorelli andremo a passeggio nel cimitero, ora Patrimonio dell'Umanità UNESCO, per scoprire se davvero le epigrafi raccontano sempre la verità… A cura dell'Associazione Amici della Certosa in collaborazione con il Museo civico del Risorgimento.

Ritrovo all'ingresso principale (cortile chiesa), via della Certosa 18.

Prenotazione obbligatoria a prenotazionicertosa@gmail.com (necessario ricevere mail di avvenuta prenotazione).

Ingresso: € 8,00 (pagamento preferibile con soldi contati)

Info: www.museibologna.it/risorgimento

ore 16: Museo Davia Bargellini - Strada Maggiore 44

“Verità e illusione. Figure in cera del Settecento bolognese”

Visita guidata alla mostra a cura di Adele Tomarchio, RTI Senza Titolo S.r.l., ASTER S.r.l. e Tecnoscienza.

Ingresso: gratuito

Info: www.museibologna.it/arteantica

ore 17: Museo Archeologico - via dell’Archiginnasio 2

“Nascere e vivere da bambini nel mondo antico”

Visita guidata a cura degli archeologi di ASTER.

Cosa voleva dire nascere nel mondo etrusco, greco e romano? Come giocavano i bambini nell’antichità? E come si vestivano? E in che modo erano educati? Attraverso i reperti esposti nelle diverse collezioni si racconterà come era vissuta l’infanzia nelle diverse società del mondo classico, esplorandone il significato anche in preparazione alla vita adulta. Inoltre sarà possibile approfondire alcuni interessanti aspetti come i riti legati alla crescita e ai passaggi d’età.

Max 25 partecipanti.

Ingresso: € 4,00 + biglietto museo (€ 6,00 intero / € 3,00 ridotto). Per i possessori di Card Cultura € 3,00

Info: www.museibologna.it/archeologico

Domenica 9 aprile

ore 16.45: Museo Archeologico - via dell’Archiginnasio 2

“I pittori di Pompei”

Visita guidata alla mostra a cura di Aster | MondoMostre.

Prenotazione obbligatoria allo 02 91446110.

Ingresso: € 19,60 (comprensivo di biglietto della mostra e radioguida)

Info: www.museibologna.it/archeologico

ore 17: Museo Archeologico - via dell’Archiginnasio 2

“Il linguaggio della moda dall'Egitto al mondo romano”

Visita guidata a cura degli archeologi di ASTER.

Nei giorni di festa tutti noi curiamo con attenzione particolare il nostro abbigliamento: abiti e accessori rappresentano da sempre non solo la possibilità di proteggere il corpo, ma al contrario sono un modo per parlare di sé e, soprattutto nel mondo antico, del proprio ruolo nella società. Scopriamo insieme come leggere questo linguaggio osservando i reperti delle collezioni egiziana e del lapidario romano.

Max 25 partecipanti.

Ingresso: € 4,00 + biglietto museo (€ 6,00 intero / € 3,00 ridotto). Per i possessori di Card Cultura € 3,00

Info: www.museibologna.it/archeologico

lunedì 10 aprile

ore 16: Collezioni Comunali d’Arte, Palazzo d’Accursio - Piazza Maggiore 6

“Leggiadro Barocco. L'attività giovanile di Giuseppe Marchesi detto il Sansone”

Visita guidata alla mostra a cura di Mirko Bonora.

Ingresso: biglietto museo (€ 6,00 intero / € 3,00 ridotto). Per i possessori di Card Cultura ingresso gratuito

Info: www.museibologna.it/arteantica

ore 17: Museo Archeologico - via dell’Archiginnasio 2

“La città sepolta. Bononia sotto i nostri piedi”

Visita guidata a cura degli archeologi di ASTER.

Itinerario per Bononia romana, caposaldo della Regio VIII-Aemilia dell'ordinamento augusteo, dal Museo Civico Archeologico ai resti dei principali edifici pubblici. La monumentale basilica, le cui strutture superstiti sono musealizzate sotto la Biblioteca Sala Borsa, e i resti degli edifici religiosi forensi nel Museo Civico Medievale. Il percorso di “avvicinamento” alla città antica partirà idealmente dalla zona periferica dove, lungo la via Aemilia, incontreremo oltre alle pietre miliari, le necropoli, testimoniate dalle stele funerarie del lapidario del Museo Civico Archeologico. Entrando in città, conosceremo la sua struttura ortogonale divisa in aree private, su cui sorgevano ricche abitazioni decorate con sontuosi pavimenti a mosaico, e aree pubbliche, tra le quali il teatro (di cui rimane la statua acefala di Nerone) e il foro.

Max 25 partecipanti.

Ingresso: € 4,00 + biglietto museo (€ 6,00 intero / € 3,00 ridotto). Per i possessori di Card Cultura € 3,00

Info: www.museibologna.it/archeologico

mercoledì 12 aprile

ore 18: Museo Morandi (Sala incisioni) - via Don Minzoni 14

“Non resterai che tu, e la luce assonnata - Le incisioni di Morandi nei romanzi di Bassani”

Il Museo Morandi e Casa Morandi presentano “Non resterai che tu, e la luce assonnata” un percorso di lettura intorno al Giardino dei Finzi Contini di Giorgio Bassani e alla pittura di Giorgio Morandi a cura di Alessandra Sarchi, realizzato in collaborazione con Fondazione Cineteca di Bologna nell’ambito del Patto per la lettura di Bologna.

Il percorso, suddiviso in 4 tappe che si svolgeranno il mercoledì pomeriggio - intende promuovere una lettura partecipata e approfondita del capolavoro di Giorgio Bassani mettendolo in relazione con uno dei pittori da lui più amati, Giorgio Morandi.

La prima edizione del romanzo, pubblicato da Einaudi, presenta a pagina 88 una riproduzione dell'acquaforte “Campo di tennis” (1923) di Giorgio Morandi. Ripercorriamo la storia di quella scelta, che è la storia di un'amicizia ma soprattutto la storia della stima reciproca di due grandi protagonisti della cultura del Novecento. A guidare sarà Alessandra Sarchi, scrittrice e storica dell’arte. Ogni incontro sarà preceduto da un momento di approfondimento su un’opera specifica in relazione al tema - incisioni, oggetti, paesaggio - a cura delle curatrici del Museo Morandi, Alessia Masi, Lorenza Selleri, Giusi Vecchi. Insieme a Simona Brighetti dell'ufficio di coordinamento del Patto per la lettura di Bologna verranno segnalate proposte di lettura e approfondimento disponibili nelle biblioteche di Bologna.

I posti disponibili sono massimo 25. La partecipazione è gratuita ed è possibile iscriversi inviando una mail a info@mambo-bologna.it.

È richiesto di garantire la partecipazione a tutti gli incontri.

Mercoledì 12 aprile alle 18 “Le incisioni di Morandi nei romanzi di Bassani”: introduzioni a Giorgio Bassani e Giorgio Morandi; significato del romanzo, tratti di poetica comune e occasioni del loro incontro.

Ingresso: gratuito

Info: www.mambo-bologna.org

https://pattoletturabo.comune.bologna.it/events/non-resterai-che-tu-e-la-luce-assonnata

giovedì 13 aprile

ore 15-17: diretta su www.neuradio.it

“STARTER - Fermenti Culturali”

Giovedì 13 aprile dalle ore 15 alle 17 va in onda una nuova puntata di “STARTER - Fermenti Culturali”, il format radiofonico settimanale a cura di NEU RADIO, in collaborazione con il MAMbo.

La trasmissione, in streaming sul sito o tramite app per OS o Android, è concepita come un racconto settimanale di mostre, eventi, performance e novità relative al mondo culturale e artistico della città di Bologna e oltre. Conducono, dallo studio del MAMbo: Moreno Mari, Carlotta

Chiodi, Claudio Musso e Caterina De Feo.

Info: www.mambo-bologna.org

ore 17: Museo del Risorgimento - Piazza Carducci 5

Nell’ambito della rassegna “Intorno al Risorgimento. Ciclo di incontri al
Museo del Risorgimento

di Bologna”

“Il brigante e il generale”

Presentazione del volume di Carmine Pinto “Il brigante e il generale. La guerra di Carmin Crocco e Emilio Pallavicini di Priola” (Laterza, 2022).

Ne discutono: Roberto Balzani, Carmine Pinto. 

La rassegna “Intorno al Risorgimento. Ciclo di incontri al Museo del Risorgimento di Bologna” si svolge con la curatela scientifica e l’organizzazione di Roberto Balzani e Elena Musiani.

Ingresso: gratuito fino ad esaurimento posti

Info: www.museibologna.it/risorgimento

ore 17.30-18.30: podcast su www.neuradio.it

“Try again! - cinque podcast per esplorare l'universo dei videogames”

Dallo studio di NEU RADIO nel foyer del MAMbo, dalle ore 17.30 alle 18.30 va in onda la rassegna “Try again! - cinque podcast per esplorare l'universo dei videogames”, nata dalla collaborazione fra Bologna Game Farm e NEU RADIO per compiere un viaggio nel meraviglioso e complesso mondo dei videogiochi. La puntata sarà dedicata al processo di creazione di un videogioco con gli ospiti Andrea Basilio (Milestone) e Laura Oliveti (Melazeta). 

Info: www.mambo-bologna.org

MOSTRE IN CORSO

Museo Davia Bargellini - Strada Maggiore 44

“Verità e illusione. Figure in cera del Settecento bolognese”, fino al 10 aprile 2023

La mostra, curata da Massimo Medica, Mark Gregory D’Apuzzo, Ilaria Bianchi e Irene Graziani, si configura come primo evento espositivo organicamente incentrato sulla ritrattistica in cera realizzata in ambito bolognese durante il Settecento, secolo che conobbe il maggiore rilancio dell’arte antica e intrigante della ceroplastica già praticata nelle epoche classiche e medievali. Forma artistica scarsamente indagata dal circuito accademico per via dell’antico pregiudizio verso una materia metamorfica considerata priva di valore estetico e una tecnica in bilico tra arte e artigianato, proprio nel capoluogo emiliano, durante il XVIII secolo, la ritrattistica scultorea in cera ebbe un ruolo di primaria importanza godendo di fortuna e apprezzamento come rappresentazione congeniale ad una triplice funzione: la trattazione delle discipline scientifiche avviata nella rinomata scuola di anatomia umana dell’Università, la raffigurazione del potere e la devozione religiosa.

Promossa dai Musei Civici d’Arte Antica di Bologna in collaborazione con il Museo di Palazzo Poggi afferente al Sistema Museale di Ateneo | Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, l’esposizione intende far conoscere al pubblico e rivalutare in una giusta prospettiva l’indubbia qualità di quanto ancora sopravvive di una produzione che, secondo le fonti documentarie, fu assai ricca e vide impegnati abilissimi scultori.

A partire dal nucleo di opere conservato al Museo Davia Bargellini, il progetto espositivo traccia un ampio e dettagliato panorama dell’officina ceroplastica a Bologna riunendo per la prima volta 18 opere, di cui 16 figure in cera e 2 terrecotte, di notevole fattura presenti in raccolte museali ed edifici di culto cittadini, potendo inoltre godere del prestito straordinario di pezzi appartenenti a collezioni private e dunque raramente visibili.

Accanto al “Ritratto del conte senatore Paolo Patrizio Zambeccari (1670-1756)” di Nicola Toselli esposto unicamente nella “Mostra del Settecento Bolognese” curata da Guido Zucchini nel 1935 a Palazzo d’Accursio, sono 3 i manufatti inediti visibili per la prima volta: la testa di Cristo in cera policroma, attualmente conservata presso il Museo provinciale dei Cappuccini di Bologna e attribuita a ceroplasta emiliano, e i due busti di “San Carlo Borromeo” e “San Filippo Neri” riferibili a Luigi Dardani, provenienti dal coretto della chiesa di Santa Maria di Galliera.

Il percorso espositivo si estende nella seconda sede del Museo di Palazzo Poggi dove si trova la “Camera della Notomia” dell’Istituto delle Scienze con la serie di otto statue in cera - di cui due nudi raffiguranti Adamo ed Eva, quattro Spellati e due scheletri - progettate ed eseguite tra il 1742 e il 1751 dal pittore, scultore e architetto Ercole Lelli su commissione del Cardinale Prospero Lorenzo Lambertini, asceso al soglio pontificio nel 1740 con il nome di Benedetto XIV.

L’impegno strettamente connesso al mondo della scienza medica del capostipite della scuola bolognese Ercole Lelli venne in seguito assunto dai celebri coniugi Giovanni Manzolini e Anna Morandi, creatori di decine di preparazioni anatomiche in cera, anch’esse conservate nelle collezioni storiche dell’ateneo bolognese, che diedero un fondamentale contributo all’avanzamento delle conoscenze di anatomia e di fisiologia grazie alla rappresentazione di parti del corpo umano di raffinatezza e minuzia tecnica del tutto straordinari per l’epoca e ammirati in tutta Europa.

Info: www.museibologna.it/arteantica – https://sma.unibo.it/it/il-sistema-museale/museo-di palazzo-poggi

“Lavinia Fontana. ‘Giuditta con la testa di Oloferne’”, fino al 12 aprile 2023

In esposizione il dipinto restaurato in occasione del prestito per la mostra “Lavinia Fontana:

Trailblazer, Rule Breaker” che la National Gallery of Ireland di Dublino dedicherà alla celebre artista bolognese dal 6 maggio al 27 agosto 2023. 

Con questa esposizione, i Musei Civici d’Arte Antica intendono presentare al pubblico della città gli ottimi esiti ottenuti dall’intervento conservativo eseguito dal Laboratorio di Restauro Ottorino Nonfarmale S.r.l. e salutare l’opera prima che abbiano inizio la fasi funzionali al trasferimento verso l’Irlanda a partire dal 13 aprile.

Tra i massimi rappresentanti della pittura tardo-manierista in Europa, Lavinia Fontana (Bologna, 1552 - Roma, 1614) è considerata da molti la prima donna artista a raggiungere il successo professionale al di fuori dei confini di una corte o di un convento. La pittrice fu la prima donna a gestire una propria bottega e la prima a dipingere pale d'altare pubbliche e nudi femminili.

Mantenne una carriera attiva, dipingendo per molti mecenati illustri e assumendo al contempo il ruolo di moglie e madre. Esplorando la straordinaria vita di Fontana attraverso i suoi dipinti e disegni, la mostra “Lavinia Fontana: Trailblazer, Rule Breaker”, a cura di Aoife Brady, offrirà una visione del clima culturale che le permise di prosperare come artista donna dell'epoca.

L'olio su tela del Museo Davia Bargellini, firmato e datato LAVINIA FONTANA DE ZAPPIS FECE 1600, appartiene alla maturità della pittrice, che affronta il soggetto biblico di ambientazione notturna con grande padronanza degli effetti luministici e con una sensibile attenzione alla resa analitica dei dettagli, di gusto fiammingo. Il volto dell'eroina, come quello della fantesca, paiono restituire tratti fisionomici peculiari, tanto da suggerire che possano identificarsi in due ritratti, come per altro accade in altri dipinti di analogo soggetto prodotti in area bolognese negli stessi anni (ad esempio da Agostino Carracci). Giuditta, vedova audace e pia, che osa sedurre il tiranno per ucciderlo e liberare così il proprio popolo, si presta infatti a fornire i sembianti per un travestimento in veste biblica, essendo modello di virtù femminile apprezzato nell'età di Controriforma, tanto da divenire tema fra i più ricorrenti nei quadri da stanza destinati agli interni dei palazzi nobiliari. 

Info: www.museibologna.it/arteantica

Museo del Risorgimento - Piazza Carducci 5

“Teste di legno a Carnevale”, fino al 15 aprile 2023

In periodo carnevalesco non si poteva non attingere da quello scrigno senza fondo, variopinto e fantastico, rappresentato dalle antiche maschere italiane. Ognuna è una bandiera del territorio che le ha dato i natali e che essa a sua volta rappresenta.

Bologna già nel Cinquecento è tappa obbligata delle compagnie itineranti dei Comici dell'Arte che presto, data la sua strategica posizione geografica, la eleggono quale loro centro operativo.

E, soprattutto a Bologna, dalle maschere ai burattini il passo è breve.

Gli eroi con la testa di legno riportavano al pubblico non solo fatti di cronaca, leggende popolari e antiche favole, ma si sono fatti portavoce di un’alfabetizzazione teatrale senza precedenti.

Il repertorio infatti va dai miti greci a Shakespeare, dall’opera lirica a Carlo Goldoni. Con un’attenzione sempre rivolta a utilizzare un linguaggio che potesse essere ben comprensibile dal popolo, principale fruitore delle rappresentazioni, il teatro dei burattini era considerato l’altare laico delle piazze bolognesi in una città sempre in bilico tra sacro e profano, tra chiese e osterie, tra Stato Pontificio e l’Università più antica del mondo.

Nel percorso espositivo della mostra, a cura di Riccardo Pazzaglia, a fianco delle più note maschere della Commedia dell’Arte, come Balanzone, Fagiolino, Sganapino e Isabella (detta Bri aṡbèla), si trovano personaggi storici, come il cardinale Lambertini, il conte Ladro e alcuni protagonisti del Risorgimento: Giuseppe Garibaldi, Camillo Benso conte di Cavour, Vittorio Emanuele, Ugo Bassi e l’ufficiale tedesco che lo ha condannato alla fucilazione. Sono inoltre esposti oggetti di scena e alcuni materiali conservati nella biblioteca del museo: sei fotografie originali di Carnevali bolognesi dell’800, tre grandi tavole illustrate del giornale satirico "La rana" ispirate al Carnevale e ai burattini della seconda metà dell’800 e due numeri del 1908 del "Giornalino della Domenica" (noto settimanale per ragazzi fondato nel 1906 da Luigi Bertelli) con articoli e immagini di burattini e marionette.

Burattinaio o marionettista? Croci o guanti? Teatro politico o il teatrino della politica? 

A questi ed altri quesiti si cerca di dare risposta con questo allegro allestimento.

Info: www.museibologna.it/risorgimento

MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna - via Don Minzoni 14

“Home Movies 100”, fino al 30 aprile 2023

Il MAMbo e Home Movies collaborano nel celebrare il centenario della nascita di Jonas Mekas, figura imprescindibile nella storia del cinema d’avanguardia, con un programma che comprende l’installazione-video “Home Movies 100”, fruibile nel foyer del museo, e alcune iniziative di finissage della mostra “Jonas Mekas. Under the Shadow of the Tree”, aperta in occasione di ART

CITY Bologna e in corso al Padiglione de l’Esprit Nouveau di Bologna fino a domenica 26 marzo 2023.

I visitatori del MAMbo possono vedere liberamente su uno schermo posizionato negli spazi del foyer l’Almanacco di “Home Movies 100”, che consiste nella programmazione quotidiana di un film o frammento d’archivio girato in quello stesso giorno nel corso del secolo breve del cinema in formato ridotto. Un progetto innovativo per raccontare la storia collettiva e riconnetterla all’oggi, attraverso micro situazioni tratte da film di famiglia, amatoriali e d’artista.

Nella selezione dei 365 film sono inclusi i materiali d’archivio di alcuni cineasti sperimentali e artisti italiani degli anni ‘60 e ‘70, oltre a un contributo girato dallo stesso Jonas Mekas, il cantore degli home movies come forma d’arte, a cui è dedicato il progetto di Home Movies.

Nel 2007, infatti, Mekas realizzò il suo pionieristico 365 day project: per tutta la durata di quell’anno il filmmaker pubblicò in rete ogni giorno un breve video girato in quella stessa data.

Ispirato all’idea di un calendario filmato, Home Movies 100 è tuttavia concepito come un diario d’archivio, basandosi sulla ricerca e rielaborazione di immagini girate in pellicola piccolo formato a partire dagli anni ‘20 e fino agli anni ‘90. Ciascuno dei 365 frammenti di Home Movies è sonorizzato ad hoc. La sonorizzazione del mese di marzo è a cura di Guglielmo Pagnozzi.

“Home Movies 100” è un progetto di Fondazione Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia ETS realizzato in collaborazione con Kiné società cooperativa. Con il contributo di MiC - Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, Regione Emilia-Romagna - Emilia-Romagna Film Commission. Con il sostegno di Coopfond, fondo mutualistico di Legacoop.

Info: www.mambo-bologna.org

“Yuri Ancarani. Atlantide 2017 – 2023”, fino al 7 maggio 2023

Il MAMbo trasforma ancora una volta lo spazio della Sala delle Ciminiere per accogliere il nuovo progetto espositivo di Yuri Ancarani (Ravenna, 1972): “Atlantide 2017 – 2023” a cura di Lorenzo Balbi.

Il progetto pensato per il MAMbo da Ancarani, artista visivo e regista, si pone come un’ “esplosione” del film “Atlantide”, presentato in anteprima nella sezione “Orizzonti” della Mostra del Cinema di Venezia nel 2021 e, a seguire, in numerosi festival internazionali: un viaggio all'interno del processo di ricerca e dei numerosi materiali prodotti nell’arco di circa sei anni, prima, durante e dopo la realizzazione del film, sui quali l’artista ha operato una selezione, dando loro una nuova formalizzazione.

In un'atmosfera avvolgente e immersiva il pubblico può seguire una extra-narrazione che va oltre il lungometraggio, grazie a una serie di contenuti inediti prodotti per la mostra.

Il film “Atlantide” - una produzione Dugong Films con Rai Cinema in coproduzione con Luxbox e Unbranded Pictures - ha come protagonista Daniele, un giovane di Sant’Erasmo, un’isola della laguna di Venezia. Vive di espedienti, ed è emarginato anche dal gruppo dei suoi coetanei, i quali condividono un’intensa vita di svago, che si esprime nella religione del barchino: un culto incentrato sulla elaborazione di motori sempre più potenti, che trasformano i piccoli motoscafi lagunari in pericolosi bolidi da competizione. Anche Daniele sogna un barchino da record, che lo porti in testa alla classifica. Ma tutto ciò che fa per realizzare il suo sogno e guadagnarsi il rispetto degli altri finisce per rivoltarglisi contro, tragicamente. Il degrado che intacca le relazioni, l’ambiente e le pratiche di una generazione alla deriva viene osservato attraverso gli occhi del paesaggio senza tempo di Venezia. Il punto di non ritorno è una balorda, residuale storia di iniziazione maschile, violenta e predestinata al fallimento, che esplode trascinando la città fantasma in un trip di naufragio psichedelico. 

Nel film, sebbene la narrazione ruoti intorno a Daniele e agli altri ragazzi, emerge come grande protagonista l’unicità della città lagunare. Così anche al MAMbo il fulcro è la Venezia-Atlantide ricreata dall’artista. Una città difficilmente definibile, soffocata dallo sfruttamento turistico, costantemente sotto minacce ambientali che interessano tutto il pianeta ma qui diventano particolarmente pregnanti. Un luogo i cui abitanti, ormai ridotti a meno di 50.000, vivono in bilico tra la necessità di lottare per non essere sommersi dalle acque lagunari e dalle ondate turistiche inarrestabili e la tentazione di abbandonare la lotta e lasciare la città al suo destino.

Al contempo, in un’ottica più ampia, la Venezia di Ancarani perde la sua connotazione geografica e urbana, diventa un simbolo, una rappresentazione ideale della decadenza del capitalismo, un luogo esemplare per raffigurare un problema globale. Alla fine del percorso ci si rende conto di come questi problemi, queste tematiche, non riguardino solo Venezia o i veneziani, ma ci coinvolgano tutti da vicino.

“Atlantide 2017 – 2023” si realizza con il sostegno del Trust per l’Arte Contemporanea, grazie al main sponsor Gruppo Hera, in partnership con il PAC Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano e IWONDERFULL, in collaborazione con I Wonder Pictures, Dugong Films e Rai Cinema.

Si ringrazia Emilia-Romagna Film Commission per la collaborazione.

Info: www.mambo-bologna.org

“Viola! Pablo Echaurren e gli indiani metropolitani”, fino al 14 maggio
2023

La programmazione della Project Room del MAMbo conferma la propria vocazione alla ricostruzione, al racconto e alla valorizzazione delle esperienze artistiche del territorio bolognese ed emiliano-romagnolo con “Viola! Pablo Echaurren e gli indiani metropolitani”, il nuovo progetto espositivo a cura di Sara De Chiara.

La mostra offre l’occasione di approfondire per la prima volta il rapporto di Pablo Echaurren (Roma, 1951) con il contesto bolognese, attraverso una selezione di opere realizzate tra il 1977 e il 1978, di pagine di Lotta Continua, di collage, fanzine e illustrazioni ispirate agli avvenimenti e alla poetica del Settantasette. Il percorso espositivo include un gruppo di “quadratini”, realizzati nella prima metà degli anni Settanta, la cui produzione è stata abbandonata proprio dopo gli avvenimenti di quell’anno così cruciale per Bologna. 

Oltre a questi, esulano dal biennio ’77-78 alcuni assemblage raccolti all’interno di scatole, appartenenti a una produzione recente (2020-22), incentrata sulle scoperte scientifiche legate all’uomo di Neanderthal, ma che tornano anche a riflettere sull’esperienza degli anni Settanta (quasi un passaggio di testimone tra indiani metropolitani e neanderthaliani metropolitani). 

Tutti i lavori proposti provengono dall’archivio dell’artista a Roma e alcuni sono esposti per la prima volta. 

In mostra è inoltre presentata una videointervista realizzata dalla Bibliotheca Hertziana - Istituto Max Planck per la storia dell’arte nell’ambito del progetto Rome Contemporary, diretto dalProf. Dr. Tristan Weddigen. Lo stesso ha dato vita nel 2021 a una collezione digitale di controcultura, rendendo accessibili online pubblicazioni rare sull'arte e la politica in Italia negli anni

Sessanta e Settanta dall’archivio della Fondazione Echaurren Salaris, a cui si è attinto per la stampa dei materiali in mostra.

La mostra si realizza con il sostegno del Trust per l'Arte Contemporanea e in collaborazione con Fondazione Echaurren Salaris, Bibliotheca Hertziana - Istituto Max Planck per la storia dell’arte e Ab Rogers Design.

Info: www.mambo-bologna.org

Casa Morandi - via Fondazza 36

In occasione di “BOOM! Crescere nei libri” e di “Bologna Children Book Fair”

“Sarah Mazzetti. Elsa, Morandi e l'Uovoverde”, fino al 30 aprile 2023

Una mostra in due sedi (Casa Morandi e Dipartimento educativo MAMbo), per esplorare l’opera originale dell’illustratrice Sarah Mazzetti, che attraverso uno stile unico in grado di fondere disegno, illustrazione, fumetto e fotografia, ricostruisce un frammento di vita del pittore e incisore Giorgio Morandi, uno dei più grandi artisti del Novecento.

A cura di Canicola APS. Con il sostegno di Regione Emilia-Romagna, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. In collaborazione con Casa Morandi, Dipartimento educativo MAMbo.

Info: www.mambo-bologna.org/museomorandi

Museo Archeologico – via dell’Archiginnasio 2

“I pittori di Pompei”, fino al 1° maggio 2023

Curata da Mario Grimaldi e prodotta da MondoMostre, l’esposizione è resa possibile da un accordo di collaborazione culturale e scientifica tra Comune di Bologna | Museo Civico Archeologico e Museo Archeologico Nazionale di Napoli che prevede il prestito eccezionale di oltre 100 opere di epoca romana appartenenti alla collezione del museo partenopeo, in cui è conservata la più grande pinacoteca dell’antichità al mondo.

Il progetto espositivo pone al centro le figure dei pictores, ovvero gli artisti e gli artigiani che realizzarono gli apparati decorativi nelle case di Pompei, Ercolano e dell’area vesuviana, per contestualizzarne il ruolo e la condizione economica nella società del tempo, oltre a mettere in luce le tecniche, gli strumenti, i colori e i modelli. L’importantissimo patrimonio di immagini che questi autori ci hanno lasciato - splendidi affreschi dai colori ancora vivaci, spesso di grandi dimensioni - restituisce infatti il riflesso dei gusti e i valori di una committenza variegata e ci consente di comprendere meglio i meccanismi sottesi al sistema di produzione delle botteghe.

Sono pochissime le informazioni giunte a noi sugli autori di queste straordinarie opere e quasi nessun nome ci è noto. Grazie alle numerose testimonianze pittoriche conservate dopo l’eruzione avvenuta nel 79 d.C. e portate alla luce dalle grandi campagne di scavi borbonici nel Settecento, le cittadine vesuviane costituiscono un osservatorio privilegiato per comprendere meglio l’organizzazione interna e l’operato delle officine pittoriche.

A Bologna, per la prima volta, viene esposto un corpus di straordinari esempi di pittura romana provenienti da quelle domus celebri proprio per la bellezza delle loro decorazioni parietali, dalle quali spesso assumono anche il nome con cui sono conosciute. Capolavori - solo per citarne alcuni – dalle domus del Poeta Tragico, dell’Amore punito, e dalle Ville di Fannio Sinistore a Boscoreale, e dei Papiri a Ercolano.

Info: www.museibologna.it/archeologico - www.ipittoridipompei.it

Museo del Patrimonio Industriale - via della Beverara 123

“Antologia della moto bolognese, 1920-1970”, fino al 28 maggio 2023

Il Museo del Patrimonio Industriale aggiunge un nuovo momento espositivo al filone “Moto bolognesi”, che ha costituito uno dei principali interessi della sua attività di ricerca, con la mostra “Antologia della moto bolognese, 1920-1970” realizzata con il contributo dell’Associazione Amici del Museo del Patrimonio Industriale.

A partire dalle collezioni permanenti del museo, in cui sono presenti esemplari di motocicli, motori e componenti di alcune aziende locali che ebbero un ruolo di primo piano nel settore motoristico, il nuovo focus tematico è nato con l’obiettivo di realizzare una puntuale e completa ricognizione dell'industria motociclistica in area bolognese dalla nascita negli anni Venti del Novecento fino agli anni Sessanta, contestualizzandone gli scenari di evoluzione tecnica, produttiva e aziendale.

L'impegno nell'indagine condotta su fonti composite – documenti, memoria orale, immagini fotografiche e filmate, giornali e riviste specializzate del tempo – ha consentito la ricostruzione di un centinaio di biografie di aziende, la schedatura tecnica di modelli e pezzi analizzati e la formazione di un ricchissimo archivio fotografico realizzato grazie all'aiuto del mondo del collezionismo.

La mostra ripercorre cinquant’anni di produzione motociclistica bolognese che si è distinta, fin dagli esordi, per l’inventiva e le capacità di numerosi tecnici che si sono cimentati, con diversa fortuna, nella realizzazione di veicoli sempre molto curati, non solo dal punto di vista costruttivo, ma anche estetico, imponendosi inoltre ai più alti livelli, con le versioni da competizione, in ambito nazionale ed estero.

Attraversando stagioni diverse e spesso difficoltose – la fase pionieristica, le ristrettezze e le distruzioni del periodo bellico, la ripresa ed il miracolo economico – le piccole e medie case costruttrici della città e del territorio circostante hanno sempre esposto nelle “vetrine” delle fiere del settore, e quindi offerto sul mercato, una gamma di motocicli unica per quantità, varietà e bellezza. Solo pochi marchi sono riusciti a tradurre l’apprezzamento della critica e dei singoli appassionati in un vero e proprio successo commerciale, tuttavia l’industria bolognese delle due ruote, anche con l’apporto del settore della componentistica, ha lasciato un segno indelebile nella storia del motociclismo italiano.

Il percorso espositivo della mostra presenta 32 motociclette realizzate dai più importanti marchi del cinquantennio ed è arricchito da una serie di materiali multimediali: sette contributi filmati provenienti dall’Istituto Luce, l’intera serie delle moto esposte nelle precedenti esposizioni e il filmato, prodotto dal museo, “Italiani in motocicletta”, basato sui cinegiornali dell’Istituto Luce (1930-1940).

Info: www.museibologna.it/patrimonioindustriale

Collezioni Comunali d’Arte, Palazzo d’Accursio - Piazza Maggiore 6

“Leggiadro Barocco. L'attività giovanile di Giuseppe Marchesi detto il Sansone”, fino al 2 settembre 2023

Le Collezioni Comunali d'Arte presentano la prima mostra monografica dedicata al pittore Giuseppe Marchesi (Bologna, 1699-1771), promossa dai Musei Civici d’Arte Antica e curata da Antonella Mampieri e Angelo Mazza, per riscoprire una figura artistica significativa che operò sul versante classicista della scuola bolognese del Settecento. 

Nella cosmopolita Bologna del XVIII secolo, la scena artistica si presentava quanto mai vivace.

Tra i pittori più fecondi si distinse Giuseppe Marchesi, di temperamento irrequieto e di corporatura imponente, alla quale dovette il soprannome di Sansone. Allievo di artisti di spicco della generazione precedente, come Aureliano Milani e Marcantonio Franceschini, Marchesi si inserì nel solco della tradizione pittorica locale che trova nei Carracci e nei loro allievi – in particolare Guido Reni, Francesco Albani e Domenico Zampieri detto il Domenichino - il modello imprescindibile.

La mostra dossier pensata per le Collezioni Comunali d’Arte, che conservano nella raccolta permanente il dipinto di soggetto storico “Clemente VIII restituisce agli Anziani di Bologna le chiavi della città”, si incentra sul periodo iniziale della sua vicenda, elegante ed aggraziato: dall’emancipazione del suo rapporto con Marco Antonio Franceschini, che gli trasmise il suo moderato gusto arcadico, fino al 1725, punto di avvio convenzionale della carriera autonoma dell’artista.

Attorno a due freschi idilli pendant, ritrovati recentemente sul mercato antiquario ed esposti per la prima volta al pubblico da collezione privata - “Mosé e le figlie di Jethro” e “Salomone incensa gli idoli”, il cui successo è dimostrato dalla presenza di copie presso il Museo Diocesano di Imola - vengono riuniti altri esempi di pittura da “stanza” di tema sacro e profano, che documentano al meglio lo stile giovanile dell’artista nei primi venti anni di attività. Tra questi le “Quattro Stagioni” provenienti dalla Pinacoteca Nazionale di Bologna e l’”Ebbrezza di Noè”, oggi in collezione privata. Completano l’esposizione un ritratto in miniatura con “Ritratto di fanciulla” conservato al Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini e due vivaci disegni dalle Collezioni d'Arte e di Storia della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, il “Ratto delle Sabine” e il “Ratto di Elena”, progetti preparatori per un grande dipinto da realizzare nella sala d’onore della casa poi appartenuta ai mercanti Buratti, promotori delle arti e di vari artisti bolognesi. Solo il secondo, datato 1725, venne poi realizzato dal pittore e, come detto, apre la sua carriera documentata.

Info: www.museibologna.it/arteantica

Fanno parte del Settore Musei Civici Bologna: MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna, Museo Morandi e Casa Morandi, Museo per la Memoria di Ustica, Museo Civico Archeologico, Museo Civico Medievale, Collezioni Comunali d'Arte, Museo Civico d'Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini, Museo del Tessuto e della Tappezzeria "Vittorio Zironi", Museo del Patrimonio Industriale, Museo e Biblioteca del Risorgimento, Museo internazionale e biblioteca della musica diBologna, oltreché lo spazio espositivo di Villa delle Rose.

INDIRIZZI E RECAPITI

MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna e Museo Morandi

via Don Minzoni 14

tel. 051 6496611

aperto martedì e mercoledì ore 14-19; giovedì ore 14-20; venerdì, sabato, domenica e festivi

ore 10-19

chiuso: lunedì

Pasqua (domenica 9 aprile): aperto ore 10-19

Lunedì dell’Angelo (lunedì 10 aprile): aperto ore 10-19

Casa Morandi

via Fondazza 36

tel. 051 6496611

aperto sabato ore 14-17; domenica ore 10-13 e 14-17

chiuso: lunedì, martedì, mercoledì, giovedì e venerdì

Pasqua (domenica 9 aprile): aperto ore 10-13 e 14-17

Lunedì dell’Angelo (lunedì 10 aprile): chiuso

Villa delle Rose

via Saragozza 228/230

tel. 051 436818 - 6496611

aperta in occasione di eventi espositivi

Museo per la Memoria di Ustica

via di Saliceto 3/22

tel. 051 377680

aperto giovedì e venerdì ore 9.30-13.30; sabato e domenica ore 10-18.30

chiuso: lunedì, martedì e mercoledì

Pasqua (domenica 9 aprile): aperto ore 10-18.30

Lunedì dell’Angelo (lunedì 10 aprile): chiuso

Museo Civico Archeologico

via dell’Archiginnasio 2

tel. 051 2757211

aperto lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì ore 9-19; sabato, domenica e festivi ore 10-20

chiuso: martedì

Pasqua (domenica 9 aprile): aperto ore 10-20

Lunedì dell’Angelo (lunedì 10 aprile): aperto ore 10-20

Museo Civico Medievale

via Manzoni 4

tel. 051 2193916 – 2193930

aperto martedì e giovedì ore 10-14; mercoledì e venerdì ore 14-19; sabato, domenica e festivi

ore 10-19

chiuso: lunedì

Pasqua (domenica 9 aprile): aperto ore 10-19

Lunedì dell’Angelo (lunedì 10 aprile): aperto ore 10-19

Collezioni Comunali d’Arte

Palazzo d’Accursio, Piazza Maggiore 6

tel. 051 2193998

aperto martedì e giovedì ore 14-19; mercoledì e venerdì ore 10-19; sabato, domenica e festivi

ore 10-18.30

chiuso: lunedì

Pasqua (domenica 9 aprile): aperto ore 10-18.30

Lunedì dell’Angelo (lunedì 10 aprile): aperto ore 10-18.30

Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini

Strada Maggiore 44

tel. 051 236708

aperto martedì, mercoledì, giovedì ore 10-15; venerdì ore 14-18; sabato, domenica e festivi ore

10-18.30

chiuso: lunedì

Pasqua (domenica 9 aprile): aperto ore 10-18.30

Lunedì dell’Angelo (lunedì 10 aprile): aperto ore 10-18.30

Museo del Tessuto e della Tappezzeria “Vittorio Zironi”

via di Casaglia 3

tel. 051 2194528 - 2193916 (biglietteria Museo Civico Medievale)

Accesso momentaneamente sospeso per previsione di manutenzioni straordinarie

Museo internazionale e biblioteca della musica

Strada Maggiore 34

tel. 051 2757711

aperto martedì, mercoledì, giovedì ore 11-13.30 / 14.30-18.30; venerdì ore 10-13.30 / 14.30-

19; sabato, domenica e festivi ore 10-19

chiuso: lunedì

Pasqua (domenica 9 aprile): aperto ore 10-19

Lunedì dell’Angelo (lunedì 10 aprile): aperto ore 10-19

Museo del Patrimonio Industriale

via della Beverara 123

tel. 051 6356611

aperto giovedì e venerdì ore 9-13; sabato e domenica ore 10-18.30

chiuso: lunedì, martedì, mercoledì

Pasqua (domenica 9 aprile): aperto ore 10-18.30

Lunedì dell’Angelo (lunedì 10 aprile): aperto ore 10-18.30

Museo civico del Risorgimento

Piazza Carducci 5

tel. 051 2196520

aperto martedì e giovedì ore 9-13; venerdì ore 15-19; sabato, domenica e festivi ore 10-18

chiuso: lunedì, mercoledì

Pasqua (domenica 9 aprile): aperto ore 10-18

Lunedì dell’Angelo (lunedì 10 aprile): aperto ore 10-18

Contatti 

Settore Musei Civici Bologna

www.museibologna.it

Instagram: @bolognamusei

Ufficio stampa Settore Musei Civici Bologna

e-mail UfficioStampaBolognaMusei@comune.bologna.it

 silvia.tonelli@comune.bologna.it

mercoledì 5 aprile 2023

BOLOGNA BIBLIOTECHE

Gli appuntamenti da giovedì 6 a mercoledì 12 aprile


Tutti gli appuntamenti nelle biblioteche sono consultabili a questo link:
https://www.bibliotechebologna.it/documents/appuntamenti-nelle-biblioteche

In particolare segnaliamo queste iniziative:

Non leggere qui!, pubblicati i risultati dell’indagine etnografica sulla lettura
https://www.bibliotechebologna.it/news/non-leggere-qui-risultati-indagine

6 aprile | Biblioteca Salaborsa. Nevica sulla mia mano. Lucio Dalla e Roberto Roversi, incontro con Antonio Bagnoli, Arturo Bertusi, Andrea Faccani, Tobia Righi e un ospite a sorpresa
https://www.bibliotechebologna.it/events/nevica-sulla-mia-mano

7 aprile | Biblioteca J.L. Borges. Alla ricerca delle cose preziose, letture e laboratori per bambine e bambini da 5 a 8 anni alla scoperta del lavoro dell’illustratrice Beatrice Alemagna
https://www.bibliotechebologna.it/events/alla-ricerca-delle-cose-preziose_borges

8 aprile | Biblioteca Borgo Panigale. Percorsi Resistenti, camminata letteraria alle lapidi in memoria dei partigiani nella zona tra la sede del Quartiere e via Marco Celio
https://www.bibliotechebologna.it/events/percorsi-resistenti


12 aprile - 3 maggio | Museo Morandi, Casa Morandi, Non resterai che tu, e la luce assonnata, un percorso di lettura intorno a Il giardino dei Finzi Contini di Giorgio Bassani e alla pittura di Giorgio Morandi
https://pattoletturabo.comune.bologna.it/events/non-resterai-che-tu-e-la-luce-assonnata

Mostre in corso:

Fino al 15 aprile: Segni di pace. Mostra di Unicef
https://www.bibliotechebologna.it/events/segni-di-pace

Fino al 22 aprile: Beauty and the World. Il nuovo albo illustrato di divulgazione
https://www.bibliotechebologna.it/events/beauty-world

Fino al 29 aprile: In viaggio con Merianin. Maria Sibylla Merian. Dal libro antico al libro d’artista
https://www.bibliotechebologna.it/events/in-viaggio-con-merianin

martedì 4 aprile 2023

Settore Musei Civici Bologna | Musei Civici d'Arte Antica

Lavinia Fontana

Giuditta con la testa di Oloferne

5 - 12 aprile 2023
Esposizione del dipinto restaurato in occasione del prestito per la mostra Lavinia Fontana: Trailblazer, Rule Breaker
  (National Gallery of Ireland, Dublino | 6 maggio - 27 agosto 2023)
 
Museo Civico d'Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini, Bologna
Strada Maggiore 44, Bologna
www.museibologna.it/arteantica


Lavinia Fontana, Giuditta con la testa di Oloferne, 1600, olio su tela, cm
130 × 110

Bologna, Museo Civico d'Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini
A destra prima del restauro, a sinistra dopo il restauro. Courtesy Laboratorio di Restauro Ottorino Nonfarmale S.r.l.


Restituito alla raffinatezza dei valori cromatici originari dopo un complesso e delicato restauro, il dipinto di Lavinia Fontana Giuditta con la testa di Oloferne torna ad essere visibile dal 5 al 12 aprile 2023 presso il Museo Civico d'Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini di Bologna, in anteprima alla grande mostra personale Lavinia Fontana: Trailblazer, Rule Breaker che la National Gallery of Ireland di Dublino dedicherà alla celebre artista bolognese dal 6 maggio al 27 agosto 2023.
Con questa esposizione, i Musei Civici d'Arte Antica | Settore Musei Civici Bologna intendono presentare al pubblico della città gli ottimi esiti ottenuti dall'intervento conservativo eseguito dal Laboratorio di Restauro Ottorino Nonfarmale S.r.l. e salutare l'opera prima che abbiano inizio la fasi funzionali al trasferimento verso l'Irlanda a partire dal 13 aprile.

La mostra Lavinia Fontana: Trailblazer, Rule Breaker
Tra i massimi rappresentanti della pittura tardo-manierista in Europa, Lavinia Fontana (Bologna, 1552 - Roma, 1614) è considerata da molti la prima donna artista a raggiungere il successo professionale al di fuori dei confini di una corte o di un convento. La pittrice fu la prima donna a gestire una propria bottega e la prima a dipingere pale d'altare pubbliche e nudi femminili. Mantenne una carriera attiva, dipingendo per molti mecenati illustri e assumendo al contempo il ruolo di moglie e madre. Esplorando la straordinaria vita di Fontana attraverso i suoi dipinti e disegni, la mostra Lavinia Fontana: Trailblazer, Rule Breaker, a cura di Aoife Brady, offrirà una visione del clima culturale che le permise di prosperare come artista donna dell'epoca. La mostra di Dublino sarà la prima monografica ad esaminare il lavoro di Fontana in oltre due decenni e la prima a concentrarsi sui suoi ritratti. Sarà riunita una selezione delle sue opere più apprezzate, provenienti da collezioni pubbliche e private internazionali, insieme al celebre La visita della regina di Saba a re Salomone, proveniente dalla collezione permanente del museo nazionale irlandese.
Come immagine guida per la comunicazione dell'esposizione la scelta è ricaduta proprio sul dipinto Giuditta con la testa di Oloferne del Museo Civico d'Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini. L'olio su tela, firmato e datato LAVINIA FONTANA DE ZAPPIS FECE 1600, appartiene alla maturità della pittrice, che affronta il soggetto biblico di ambientazione notturna con grande padronanza degli effetti luministici e con una sensibile attenzione alla resa analitica dei dettagli, di gusto fiammingo. Il volto dell'eroina, come quello della fantesca, paiono restituire tratti fisionomici peculiari, tanto da suggerire che possano identificarsi in due ritratti, come per altro accade in altri dipinti di analogo soggetto prodotti in area bolognese negli stessi anni (ad esempio da Agostino Carracci). Giuditta, vedova audace e pia, che osa sedurre il tiranno per ucciderlo e liberare così il proprio popolo, si presta infatti a fornire i sembianti per un travestimento in veste biblica, essendo modello di virtù femminile apprezzato nell'età di Controriforma, tanto da divenire tema fra i più ricorrenti nei quadri da stanza destinati agli interni dei palazzi nobiliari.

Scheda critica a cura di Vera Fortunati
Lavinia affronta con audace originalità anche soggetti mitologici e biblici di eroismo femminile per giungere al genere più ambito della pittura di historia. È il caso delle due Giuditte, tema iconografico che gode di grande fortuna nel clima religioso e politico dopo il Concilio di Trento: nel 1586 con grande successo Tommaso Garzoni pubblica Le vite delle donne illustri della Scrittura Sacra, dove Giuditta viene con enfasi rilanciata suggerendo diverse interpretazioni. Nel 1592 circa Lavinia dipinge per la famiglia Ratta (Urbini, 1994) la Giuditta e Oloferne (Bologna, Fondazione del Ritiro di San Pellegrino), dove non sceglie l'acme del tragico racconto, ma raffigura la bellissima, pia vedova di Betulia, stante con in mano la testa di Oloferne posata su un tavolo, mentre alle spalle si intravvede il corpo decapitato del generale. Il modello di confronto è il dipinto di analogo soggetto (Bologna, UniCredit), attribuito ad Agostino Carracci (Benati, 1999), ma del tutto innovativa è l'ambientazione notturna, a "lume di torcia" secondo l'espressione di Malvasia (1679): il raffinato sperimentalismo luministico di matrice veneta, bassanesca, mette in risalto i filamenti luminosi delle preziose vesti della protagonista, fino ad evidenziare sulla spada il grumo di sangue (Biancani, 2022). Sono gli anni in cui la pittrice è particolarmente attenta alla pittura di Jacopo Bassano, conosciuta su esemplari conservati nelle collezioni bolognesi, come si può vedere nella bellissima Natività della Vergine (Bologna, chiesa della Santissima Trinità). In questa versione nel volto di Giuditta, gli occhi rivolti al cielo, vive lo slancio mistico di chi ha agito affidandosi interamente alla volontà divina che l'ha ispirata e guidata. Per la studiosa Murphy (2003) si tratterebbe di un cripto-ritratto di Laerzia Rossi Ratta, moglie del defunto Carlo Ratta, madre di Lorenzo erede di Monsignore Dionisio Ratta.
Sul finire degli anni ’90 la Giuditta e Oloferne del Museo Davia Bargellini si distanzia sia per una rilettura alternativa del testo sacro sia in seguito al recente restauro per una più matura assimilazione della pittura veneta, in direzione di Paolo Veronese, secondo un'ipotesi verisimile di un viaggio della pittrice a Venezia. Ma procediamo con ordine. L'avvenente eroina avanza verso lo spettatore, mostrando orgogliosa la testa del tiranno: è consapevole di aver salvato il suo popolo con il tragico gesto. È già la femme forte secondo l'immagine classica e biblica che sarà in auge nella letteratura femminista del Seicento europeo. Il restauro ha evidenziato l'eccezionale resa dei superbi accordi cromatici, debitori di una luce e di un colore non solo carracceschi ma anche veneti e la fresca vitalità di un lume otticamente meditato che fa risaltare la consistenza delle sete, dei veli, dei broccati e la lucentezza delle perle bianche, alcune fanno ombra, e la fastosa preziosità dei gioielli. Si segnala soprattutto il grande pendaglio, emblematico esempio dell'alta qualità dell'oreficeria presente a Bologna, con l’immagine del pavone, simbolo di generosità e lealtà d’animo (Cantaro, 1989; Urbini, 1994). Da notare anche la cesta con il panno bianco rimboccato, sorretta dalla giovane ancella Abra, compagna d'avventura: sembra già un brano di una natura morta. Anche se la firma e la data sono state ridipinte, questo capolavoro, a mio parere, è da collocare alla fine del Cinquecento, perché la protagonista, di una bellezza neoveronesiana, è simile ad alcune dame della corte della regina di Saba nel grande dipinto Visita della regina di Saba a Salomone (cm 256 x 325) di Dublino, National Gallery, originariamente nella collezione bolognese della famiglia dei conti Berò (Chiodini, 1999): la stessa liquida stesura cromatica esalta la profusione di ricami, di cascate di damasco e di velluti, di trine, come la lucentezza dei gioielli e delle pietre preziose.
Questi eccezionali risultati si ritrovano nell'ultima attività a Roma dove la pittrice si reca nel 1604. Vicina alla bionda Giuditta del Museo Davia Bargellini è anche la Samaritana nel dipinto Cristo e la Samaritana di Napoli, Museo di Capodimonte, firmato e datato 1607: le accomuna la stessa raffinata descrizione degli abiti e delle ricercate acconciature dei capelli, del tutto femminili, perché frutto di chi conosce per personale esperienza le sottili arti della seduzione.
Ma forse la vera erede della Giuditta Bargellini è la Minerva ignuda (collezione privata), celebrata nel poemetto di Ottaviano Rabasco (1605) con dedica a Marco Sittrico Altemps IV, futuro arcivescovo di Salisburgo (Tosini, 2019) e grande amico del cardinale Scipione Borghese: è la Minerva Pacifera, una iconografia in voga alla corte di Rodolfo II a Praga, è la dea nuda che governa le arti di pace dopo essersi spogliata del peplo, dell’elmo e della corazza.
Entrambe sono accomunate da un repertorio di sottili invenzioni erotiche (vedi i ricami dorati del velo trasparente…) che rimandano ai maliziosi prototipi dell'Ecole de Fontainebleau e della scuola rudolfina, ma soprattutto in entrambe il corpo della donna diviene per la prima volta campo espressivo di specifici, femminili stati d'animo, volti alla seduzione, esibiti senza compiacimento retorico ma con spontanea, istintiva naturalezza.
Per la Giuditta Bargellini alcuni studiosi, senza riferimento ad alcun documento di archivio, avanzano l’ipotesi che sia il ritratto di Costanza Bianchetti, la vedova di Galeazzo Bargellini.

Il restauro conservativo
L'opera in generale presentava uno stato conservativo mediocre, restituendo una visione generale molto cupa, attenuata nelle tonalità e offuscata anche da depositi superficiali che riducevano notevolmente le qualità stilistiche e pittoriche della grande pittrice. Si è ritenuto che tale situazione conservativa sia stata dettata e abbia coinciso anche con le modifiche dimensionali subite dall'opera.
L'intervento di restauro, eseguito dal Laboratorio di Restauro Ottorino Nonfarmale S.r.l. sotto la direzione tecnica di Giovanni Giannelli, è stato finalizzato al recupero di quei dettagli figurativi molto raffinati, quel colorismo, a quelle luci e tonalità accese e vivaci che contraddistinguono l'artista bolognese.
Eseguite le verifiche sul retro e riscontrata la funzionalità del telaio di supporto ma in particolare della tela di rifodero e rinforzo si è proceduto con l'analisi sul fronte del dipinto.
L'analisi attenta e articolata per il conseguimento del recupero cromatico originale, è iniziata con i consueti test di prova per individuare la corretta metodologia da applicare. Le operazioni di pulitura sono risultate molto complesse e delicate in quanto per rimuovere in sicurezza i vari strati di vernice sovrapposte si è reso necessario procedere con piccoli tamponi. Ultimata la fase di pulitura della superficie pittorica sono state verificate attentamente le stuccature presenti a integrazione di lacune materiche e realizzate a spessore con gesso di Bologna e colla di coniglio. Riscontrata la perfetta adesione al supporto, la compattezza e verificata la stabilità, si è ritenuto opportuno il mantenimento delle stesse e integrarle per riottenere i giusti livelli e riprodurre con specilli in acciaio le crettature che caratterizzano la superficie. Applicata a pennello vernice mastice diluita in essenza di trementina su tutta la superficie pittorica si è proceduto con la fase di integrazione pittorica delle lacune. Preliminarmente con integrazione delle zone perimetrali con tonalità adeguate e rifinite in continuità con i piani le forme corrispondenti. Le lacune sulla superficie pittorica originale sono state integrate a carattere mimetico per poter ottenere una visione di insieme uniforme e un equilibrio formale finalizzato alla massima valorizzazione dell'opera di elevatissima qualità.
L'imponente cornice presenta condizioni conservative buone e quindi è stata sottoposta a un intervento di manutenzione straordinaria con una pulitura per la rimozione superficiale del deposito polveroso parzialmente aggregato. Le piccole lacune e fessurazioni sono state colmate con gessatura preparatoria per l'integrazione eseguita con oro zecchino. L'attuale cornice è il frutto di un assemblaggio di tre elementi di diversa fattura: la cimasa superiore e la cassetta applicata dal retro, con una semplice chiodatura negli angoli alla cornice più antica e raffinata che circonda il dipinto. Questo intervento con molta probabilità coincide con uno dei restauri a cui è stata sottoposta l'opera in oggetto, con l'intento di dare maggiore sontuosità al dipinto.
Una particolarità riscontrata durante il restauro è stato il rinvenimento di un'ulteriore firma, immediatamente sotto a quella già presente. L’iscrizione è particolarmente abrasa ma leggibile in LAV FON. Con molta probabilità si tratta di quella originale, in quanto l'altra LAVINIA FONTANA DE ZAPPIS FECE 1600 appare molto incerta e grossolana. Questa deduzione si può riscontrare ingrandendone le dimensioni reali. Si potrà notare con chiarezza il tratto realizzativo molto incerto rispetto a quella rinvenuta durante il restauro che diversamente appare realizzata con molta cura e perizia. La scelta adottata in accordo con la direzione dei lavori di mantenerle entrambe risulta coerente in tema di conservazione, in quanto l'una ormai storicizzata, l'altra riportata alla luce in una visione di ritrovamento e motivo di studio e di riscontro su altre opere della pittrice che verranno sottoposte a interventi diagnostici o interventi di restauro.
L'opera ora restituisce quei dettagli raffinatissimi che si possono cogliere nel velo che scende sulle spalle dal capo, nei gioielli e nell'abito che indossa Giuditta. Il fondale non più cupo, ma luminoso e vibrato, le due figure, la mano destra con la spada e la sinistra con la testa di Oloferne ci riconsegna quella profondità e prospettiva scenica creata da Lavinia Fontana.

Bologna città delle donne artiste
Dal Medioevo al Novecento il ruolo femminile a Bologna è significativo sia nel campo delle arti figurative che in quelli della letteratura e delle scienze, anche per la specificità del contesto storico cittadino dove la presenza dello Studium precocemente è promotrice di valori alti femminili nella cultura. Bologna può essere considerata a tutti gli effetti la città delle donne artiste: Properzia de’ Rossi (Bologna, 1490 circa – Bologna, 1530), Lavinia Fontana (Bologna, 1552 – Roma, 1614), Ginevra Cantofoli (Bologna, 1618 – Bologna, 1672), Elisabetta Sirani (Bologna, 1638 – Bologna, 1665), Anna Morandi Manzolini (Bologna, 1714 – Bologna, 1774) e Clarice Vasini (Bologna, 1732 – Bologna, 1823) sono tra le più celebri protagoniste della storia dell'arte, tutte vissute nel capoluogo emiliano.
Nelle collezioni permanenti dei Musei Civici d’Arte Antica si conservano importanti testimonianze del fenomeno della donna artista: dallo Stemma della famiglia Grassi di Properzia de’ Rossi al Museo Civico Medievale al Ritratto di Gonfaloniere di Artemisia Gentileschi, a Giuditta con la testa di Oloferne di Lavinia Fontana del Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini. Nel museo situato nel Palazzo Bargellini sono inoltre conservati il piccolo gruppo in terracotta con la Madonna con il Bambino e Santi di Clarice Vasini, nominata Accademica Clementina ad honorem nel 1770, l'opera Fanciulla con pecorella (Sant'Agnese?), riferita su base stilistica alla mano di Ginevra Cantofoli, pittrice attiva nella bottega della celebre Elisabetta Sirani, la cui identità artistica è recentemente riemersa grazie agli studi critici, e alcuni lavori di ricamo e cucito provenienti dal Conservatorio delle Putte di Santa Marta, dove le orfane ospiti dell'istituto di assistenza hanno elaborato veri e propri capolavori d'arte, in genere destinati a committenti privati. Tra questi, merita di essere menzionato per l'altissimo valore artistico il piccolo quadretto del XVII secolo con il Miracolo di San Benedetto, realizzato in filo di seta policroma ricamata a punto piatto, che rientra nel capitolo della fortuna figurativa riservata, fra Sei e Settecento, al celebre affresco col Miracolo di San Benedetto realizzato da Ludovico Carracci nel Chiostro del Monastero di San Michele in Bosco, purtroppo andato perduto.


SCHEDA TECNICA

Esposizione

Lavinia Fontana
Giuditta con la testa di Oloferne

Periodo
5 - 12 aprile 2023

Sede
Museo Civico d'Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini
Strada Maggiore 44, Bologna

Orari di apertura
Martedì, mercoledì, giovedì ore 10-15
Venerdì ore 14-18
Sabato, domenica, festivi ore 10-18.30
Chiuso lunedì non festivi

Ingresso
gratuito

Informazioni
Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini
Strada Maggiore 44 | 40125 Bologna
Tel. +39 051 236708
museiarteantica@comune.bologna.it
www.museibologna.it/arteantica
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