giovedì 14 ottobre 2010

MUSEO ARCHEOLOGICO


"SCOPRIRE CLATERNA: UN PROGETTO ARCHEOLOGICO PER LA CITTA' SEPOLTA",
Venerdi' 15 ottobre al Museo Archeologico
Claterna
è una città romana dell’antica regio VIII, l’Aemilia, sorta nel
corso del II secolo a.C. e abbandonata in età tardo antica, i cui resti oggi tornano ad affiorare
nei campi del Comune di Ozzano, grazie al lavoro degli archeologi. Una
ricerca cominciata già nell’800, quando Edoardo Brizio, insigne archeologo,
recuperò preziosi reperti, che oggi sono conservati al Museo Archeologico
di Bologna. L’obiettivo su Claterna, dopo oltre un secolo di indagini,
oggi si fa ancora più concreto e ambizioso: non solo continuare gli studi,
ma giungere ad una vera e propria musealizzazione del sito. Se ne discuterà
al Museo Archeologico venerdì 15 ottobre dalle ore 15 in sala del
Risorgimento, durante l’incontro Scoprire Claterna: un progetto
archeologico per la città sepolta.
Questo il programma:
Saluti di Luigi Malnati, Soprintendente per i Beni Archeologici
dell'Emilia-Romagna, Paola Giovetti, direttore del Museo Civico
Archeologico di Bologna, Daniele Vacchi, Associazione Culturale Civitas
Claterna.

Claterna: una ricerca lunga due secoli Paola Desantis, Soprintendenza per i
Beni Archeologici dell'Emilia-Romagna.
I materiali dalla città e dal suo territorio nel Museo Civico Archeologico
di Bologna, Marinella Marchesi, Museo Civico Archeologico di Bologna.
Le ricerche e gli scavi negli anni Cinquanta e Sessanta Maria Bollini,
Università degli Studi di Ferrara.
Sulle tracce dell'urbanistica claternate: scavi e ricerche 1980-2000 Jacopo
Ortalli, Università degli Studi di Ferrara.
Scoprire Claterna: progetto di studio e risultati degli ultimi scavi
Claudio Negrelli, Associazione Culturale Civitas Claterna.
Il restauro della domus dei mosaiciAntonella Pomicetti, Soprintendenza per
i Beni Archeologici dell'Emilia-Romagna.
La musealizzazione della domus dei mosaiciFederico Scagliarini, TASCA
Studio di Architetti Associati.
Esperienze didattiche di valorizzazione del sito di ClaternaSandro Pittini,
Università degli Studi di Bologna - sede distaccata di Cesena.

L'iniziativa è promossa da Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'
Emilia-Romagna, Associazione Culturale "Civitas Claterna" e Museo Civico
Archeologico di Bologna, con il sostegno del Comune di Ozzano dell'Emilia,
Istituzione Anna Frank, IMA spa, Comune di Castel San Pietro Terme, SUCINA
(Cesi, Ansaloni, Di Giansante, Raggi), Gruppo di Volontariato Archeologico
"Città di Claterna" e Gruppo per la valorizzazione dei beni culturali e
ambientali della Valle del Sillaro.

Ingresso libero.
Orari apertura Museo: mar-ven ore 9 - 15, sab, dom e festivi 10 - 18.30.
Chiuso i lunedì feriali, Capodanno, 1° Maggio e Natale. Ingresso gratuito.
Museo Civico Archeologico - Via dell’Archiginnasio 2 -
Tel. +39 051 2757211,
mca@comune.bologna.it

LINGUAGGI SENZA FRONTIERE


Oggi 14 ottobre sarà inaugurata la 3° stagione di Linguaggi senza frontiere, la rassegna di concerti che mescola linguaggi minoritari, world music e contaminazioni folk organizzata dall'associazione culturale Che Torni Babele e realizzata in collaborazione con le associazioni La Fabbrica e Visionarie e con il Suns-Festival della canzone in lingua minoritaria.
Anche quest'anno, teatro degli eventi sarà l'Arterìa, uno dei più attivi e vivaci live club della città.
Saranno tre gli appuntamenti della rassegna, che in questa edizione ospiterà quattro gruppi, di cui tre fortemente legati al tessuto culturale bolognese e un cantautore friulano vincitore del Suns nel 2009.
L'edizione 2010 di Linguaggi senza frontiere è realizzata grazie al contributo del Comune di Bologna e della Banca Popolare dell'Emilia Romagna.


LA RASSEGNA 2010
Tutti gli appuntamenti si svolgeranno presso l'Arterìa, vicolo Broglio 1/e – Bologna.
I concerti inizieranno alle ore 22,00, l'ingresso è gratuito.

Giovedì 14 ottobre
Lame a foglia d'oltremare (provenienza: Sardegna – lingua dei testi: sardo/italiano/francese)
Lame a foglia d’oltremare è un progetto musicale/letterario nato a Bologna nel 2004 e attivo già da allora anche in Sardegna. L’idea portante è quella di creare un dialogo vivo tra la Sardegna e le culture del mondo utilizzando la musica e la poesia.
/www.myspace.com/lameafoglia

Giovedì 11 novembre
Stefano Zuffi e AlchemicOrchestra (provenienza: Emilia Romagna)
Infinite influenze musicali, molteplici sollecitazioni che divengono un genere, uno stile, . Irlandese, klezmer, sefardita, bretone, gitano, greco serbo, rom… Fruttifera creolizzazione di suoni, meticcia metabolizzazione di generi, ricchezza del molteplice: AlchemicOrchestra. Stefano Zuffi da oltre vent’anni svolge una intensa attività di concerti e spettacoli sia nell’ambito della musica antica che in quella popolare.
www.myspace.com/stefanozuffi

Giovedì 16 dicembre
Lino Straulino (vincitore Suns 2009 – provenienza: Friuli – lingua dei testi: friulano)
Lino Straulino è un musicista italiano di lingua friulana. Originario della Carnia è inoltre cantautore, compositore e chitarrista. Dall'inizio degli anni '90 è uno dei maggiori esponenti della gnove musiche furlane (nuova musica friulana).
www.myspace.com/linostraulino
La Via Della Seta (provenienza: Bologna – lingua dei testi: italiano)
Ne la Via della seta, Andrea Gianessi e i suoi compagni seguono idealmente, tramite il fascino del suono, le strade tra la Cina e l'Europa, incontrandosi lungo il viaggio, come in un moderno caravanserraglio.
www.myspace.com/laviadellaseta

IL PROGETTO

Con il progetto “Linguaggi senza frontiere”, si ha come obiettivo quello di cercare di esprimere e realizzare al meglio la filosofia che sta alla base dell'associazione “Che Torni Babele”. L'obiettivo principale è dunque quello di diffondere diversi linguaggi artistici per promuovere uno scambio e una condivisione di cultura, senza confini e barriere, senza frontiere appunto.
Linguaggi Senza Frontiere, vuole essere una provocazione e una festa. Nel nome stesso si esprime la voglia di varietà, in tutti i sensi, contro l’omologazione che tende ad appiattire pensiero, usi, costumi, riti e miti.
Dalla necessità di ritrovarsi insieme in uno spazio di confronto, nasce appunto il progetto.
L’idea è di creare una piccola Babele, in cui ognuno parli la propria lingua e si manifesti con le proprie modalità espressive.
Con “lingua” si intende sia il linguaggio parlato, sia ogni forma di comunicazione: musica, poesia, letteratura, arti visive, performances… Coinvolgere singoli o gruppi che esprimono la propria identità culturale non solo mediante l’uso delle lingue di provenienza e dei loro dialetti attraverso l’arte ma anche con altri linguaggi contemporanei. Si vuole valorizzare quegli artisti che, nel loro modo di interpretare le proprie radici, le contaminano con altre espressioni re-inventando nuovi generi, con linguaggi più affini alle nuove generazioni: “La tradizione è una pratica da inventare”.
Questi artisti sono la nuova linfa della cultura popolare contemporanea.
Siamo nel Mediterraneo. Nel cuore dell’area di tradizione orale: tuttora il principale modello espressivo di milioni d’abitanti del globo. Il rito è la forma ancestrale più riconoscibile della comunicazione: è lì che il simbolo prende consistenza e forma. E più si va verso una profondità di contenuti, più il “rituale” artistico diventa pregnante e significativo. Celebrare il rito significa avere a che fare con le sue radici profonde e rielaborarne i contenuti in nuovi contesti. Per questo oggi è importante proporre il collegamento fra la comunicazione sociale attuale ed i suoi archetipi, saperne interpretare l’evoluzione con un modificato atteggiamento intellettuale che costruisca una nuova relazione con le origini.


Web:
www.myspace.com/chetornibabele
www.myspace.com/lafabbrica
www.visionarie.it/
www.sunscontest.com/
www.arteria.bo.it
www.myspace.com/arteriabo

ufficiostampa@chetornibabele.com

CERTOSA


Oggi 14 ottobre, alle 17, si svolgerà la presentazione alla città degli
ultimi restauri dei monumenti della Certosa con una visita guidata di
Eugenio Riccòmini, l’intervento di Mauro Felicori, Capo Area Cultura del
Comune di Bologna e Fabio Roversi Monaco, Presidente Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna. L'appuntamento è al Pantheon della Certosa, la visita proseguirà poi nei chiostri dove sono collocati i monumenti. L'ingresso è aperto a tutta la
cittadinanza.
Il recupero delle tombe ottocentesche della Certosa rappresenta
l’operazione fondamentale del piano di recupero e valorizzazione del
complesso monumentale avviato dal Comune di Bologna e sostenuto dalla
Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna. Sei monumenti, ormai abbandonati
a causa dell’estinzione delle famiglie, sono stati restaurati e saranno
disponibili per nuove famiglie. Il processo ha una fortissima rilevanza
storico-artistica, in quanto l'insieme dei monumenti restaurati costituisce
un vero e proprio unicum europeo per le tecniche utilizzate (dipinti,
scagliole, stucco) e per epoca di esecuzione.
Tra i sepolcri che verranno inaugurati segnaliamo il raffinato marmo
dedicato all’esploratore Pellegrino Matteucci, morto a Londra nel 1881 dopo
una spedizione di 4.600 km in Africa; ma anche la tomba dipinta dedicata a
Giovanni Atti, compiuta verso il 1813, altamente rappresentativa della
prima fase neoclassica della Certosa, in cui prevalgono tombe affrescate a
tema naturalistica è stata restaurata restituendo gran parte dell'accesa
policromia che permette di apprezzare lo sfondo arboreo colto all'ora del
tramonto.
I monumenti recuperati coprono un ampio arco cronologico che parte dall’età
neoclassica di inizio Ottocento e si chiude con il gusto Liberty di inizio
Novecento della Cella Rizzi, vero capolavoro bolognese dell’epoca in cui
arte e artigianato raggiungono esiti di altissimi livello.
Da segnalare anche l’importanza storica dei manufatti dedicati ad esponenti
della nobiltà, dell’Università e della nascente borghesia. La fama
internazionale della Certosa si ricava infatti non solo dalla vasta
letteratura ad essa dedicata (Lord Byron, Charles Dickens, Jules Janin,
Giosue Carducci, Giovanni Pascoli...), ma anche dalla presenza di memorie
dedicate ad esponenti dell’aristocrazia europea quali Barbara Fieschi Doria
(moglie dell’ultimo Doge genovese), i principi russi Galitzin (rifugiati a
Roma per motivi politici ma che scelsero di essere sepolti in Certosa), il
primo ministro polacco Taddeo Matuszewic.

I monumenti, tutti di grandi dimensioni (2.50x 4 metri ca.) sono:

Monumento di Giovanni Fabbri, 1811, Chiostro Terzo, arco 31, da dipinto da
Giuseppe Querzola per gli ornati e da Vincenzo Armani per le figure.
http://certosa.cineca.it/chiostro/scheda_artistica.php?ID=105

Monumento di Barbara Fieschi Doria, 1822, Chiostro Terzo, arco 41, progetto
di Antonio Bolognini Amorini; scolpito da Giacomo De Maria per il ritratto
e Pietro Trifogli per gli ornati.
http://certosa.cineca.it/chiostro/scheda_artistica.php?ID=119

Monumento di Francesco Tartagni Marvelli, 1815, Chiostro Terzo, arco 52,
dipinto dai fratelli Pietro e Giuseppe Fancelli.
http://certosa.cineca.it/chiostro/scheda_artistica.php?ID=64

Monumento di Giovanni Atti, 1814, Chiostro Terzo, arco 57, dipinto da
Giuseppe Muzzarelli per gli ornati e Vincenzo Rasori per le figure.
http://certosa.cineca.it/chiostro/scheda_artistica.php?ID=90

Monumento di Giovanni Cattaneo De Volta, Chiostro Terzo, arco 91, dipinto
da Francesco Stagni.
http://certosa.cineca.it/chiostro/scheda_artistica.php?ID=116

Monumento di Pellegrino Matteucci, 1882, Chiostro Maggiore, arco 53,
scolpito da Carlo Parmeggiani. Il marmo rimarrà di proprietà comunale in
quanto dedicato all’esploratore dai municipi di Bologna e Ravenna.
http://certosa.cineca.it/chiostro/scheda_artistica.php?ID=841

Cella Rizzi, 1908, Ingresso nord alla Sala del Colombario dal Campo
Carducci, eseguito per le pitture da Roberto Franzoni.

Già consegnato alla nuova famiglia che ha curato e portato a compimento i
lavori di restauro, il raffinatissimo monumento al principe Teodoro
Galitzin, del 1851.
http://certosa.cineca.it/chiostro/scheda_artistica.php?ID=115
E’ in corso anche il restauro del monumento dedicato al principe Michele
Galitzin (1861), fratello di Teodoro. Il sepolcro già consegnato alla nuova
famiglia, ha ora aperto il cantiere.
http://certosa.cineca.it/chiostro/scheda_artistica.php?ID=113

Al via nei prossimi mesi i lavori per altri recuperi, tra cui:
Monumento ad Andrea Nicoli, 1807, Chiostro Terzo, arco 29, dipinto da
Giuseppe Ramenghi e Ludovico Lambertini
http://certosa.cineca.it/chiostro/scheda_artistica.php?ID=91

Monumento a Taddeo Matuszewic, Chiostro Terzo, arco 40, scolpito da Sandro
Litowski verso il 1820
http://certosa.cineca.it/chiostro/scheda_artistica.php?ID=54

Il recupero di questi sepolcri si aggiunge ai dodici già recuperati negli
ultimi anni, di cui segnaliamo:
Monumento a Gaetano Uttini, 1818, Chiostro Terzo, arco 37, eseguito da
Giovanni Putti
http://certosa.cineca.it/chiostro/scheda_artistica.php?ID=106

Monumento a Ercole Orsi, 1804, Chiostro Terzo, arco 9, dipinto da Antonio
Basoli
http://certosa.cineca.it/chiostro/scheda_artistica.php?ID=48

MAMbo






Il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna è lieto di ospitare oggi alle ore 18.00 Giosetta Fioroni che, insieme a Luca Molducci (produttore),
Giampiero D'Angeli (regista) e Alice Maxia (autrice) presenterà al pubblico
il film-documentario che ricostruisce la sua vicenda artistica, nell’ambito
del ciclo di conferenze La Collezione: i protagonisti.
Giosetta Fioroni di Giampiero D’Angeli e Alice Maxia (47’, Giart-Visioni
d’arte, 2009) ripercorre la vita e oltre 50 anni di lavoro dell’artista.
Figlia d’arte, Giosetta Fioroni dai primi anni Sessanta è l’unica donna a far
parte della Scuola di Piazza del Popolo con Schifano, Angeli e Festa. Nel
corso di vari soggiorni parigini respira il clima di rinnovamento e
sperimentazione del periodo ed emerge come protagonista dell’arte
italiana. Nel film l’artista delinea l’evolversi del suo lavoro, lirico e sempre originale, attraverso i più diversi mezzi espressivi, dalla pittura al disegno e alla grafica, dalla scultura al video, dalla fotografia alle installazioni.
Nel suo studio in Trastevere e presso la Bottega Gatti a Faenza dove nel
1993 ha scoperto la ceramica, Giosetta continua a lavorare e a sperimentare. Il film è edito in DVD. Nei contenuti extra la produzione integrale di videoarte di Giosetta Fioroni, con: Il gioco (1967), Coppie
(1967), Solitudine femminile (1967), Goffredo (1967), Destino (2003), Love
(2003), Madame Sosostris (2003), Pastorale Visionaria (2007).
L’incontro si tiene in Sala Conferenze ed è a ingresso libero fino a
esaurimento dei posti disponibili. Al termine l’artista si fermerà al
corrainiMAMbo artbookshop per firmare i propri libri.
Info MAMbo: www.mambo-bologna.org
Info stampa MAMbo: ufficiostampamambo@comune.bologna

mercoledì 13 ottobre 2010

A R T E ...


OPERA chiama OPERA
16 – 30 ottobre 2010

L’artista Daniela Domenichini non è una testimone del divenire dell’arte, ma è una delicata ed energica interprete delle duttilità linguistico-comunicative dei linguaggi dell’arte e questa consapevolezza la stimola a non essere nella sua produzione lo stampo di se stessa, bensì poter esprimere in modo divergente ciò che può evidenziare il proprio “modello estetico” del vivere la realtà e le sue suggestioni. Una realtà fatta molto spesso di piccole cose, di oggetti non solo della quotidianità pratica ma affettiva, di ciò che appare abbandonato e privo di consistenza vitale. Su questo mondo non visto si sviluppa un nuovo percorso creativo che offre all’artista Daniela Domenichini la preziosa opportunità di realizzare nelle sue opere un “vedere psicologico” le immagini degli oggetti dimenticati che si riflettono, come memoria, nel nostro inconscio. (Franchino Falsetti)


Daniela Domenichini
nasce a Bologna. Fin da bambina frequenta lo studio di Giovanni Romagnoli – pittore bolognese tra i grandi italiani del Novecento – dove inizia a dipingere incoraggiata dal giudizio favorevole del maestro. Dopo un lungo periodo di abbandono, nel ‘94 il mondo emozionale riprende il sopravvento e riinizia l’attività artistica, che prosegue con successo anche oggi. Daniela Domenichini è laureata presso l’Accademia delle Belle Arti di Bologna.


Dal 16 al 30 ottobre 2010
Vernissage: sabato 16 ottobre 2010, alle 18.30
Orari: lunedì: 15 – 19; martedì – venerdì: 10 – 19; sabato: 15 – 19.
Ingresso gratuito


Galleria d’Arte 18

Via San Felice, 18 - 40122 Bologna
Tel. +39 051 40 70 368
www.galleriadarte18.it

SAN GIACOMO FESTIVAL



ORATORIO S. CECILIA
Ottobre 2010-Febbraio 2011
Via Zamboni 15 - Bologna

musica da tasto
a cura di Roberto Cascio
in collaborazione con la classe di violoncello di Giovanni Gnocchi e Stefano Cerrato
dell’Accademia “Incontri col Maestro di Imola”

Sabato 16 ottobre 2010
ore 18,00

“Non solo Bach”, 2
musica per violoncello solo dalle Suites di Bach ai giorni nostri


COSTANZA PERSICHELLA, violoncello (Gabrielli 3, Hindemith, Bach VI)
AUGUSTO GASBARRI, violoncello (Gabrielli 5, Sollima, Bach III)

D. GABRIELLI
(Bologna, 1659-1690) Ricercare per violoncello solo n° 5 in do maggiore (1689)

J. S. BACH
(1685-1750) Suite per violoncello solo n° 3 in do maggiore BWV 1009 (ca. 1720)
Prélude – Allemande – Courante - Sarabande - Bourrée I & II - Gigue

P. HINDEMITH
(1895-1963) Sonata per violoncello solo op. 25 n° 3 (1923)
• Lebhaft, sehr markiert. Mit festen Begenstrichen
• Maßig schnell, Gemächlich. Durchweg sehr leise
• Langsam
• Lebharte Viertel. Ohne jeden Audruck und stets Pianissimo
• Maßig schnell. Sehr scharf markierte Viertel


G. SOLLIMA
(* Palermo, 1962) Alone (1999)

D. GABRIELLI
(Bologna, 1659-1690) Ricercare per violoncello solo n° 3 in re maggiore (1689)

J. S. BACH
(1685-1750) Suite per violoncello solo n° 6 in re maggiore BWV 1012 (ca. 1720)
Prélude – Allemande – Courante – Sarabande - Gavotte I & II - Gigue

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Augusto Gasbarri nasce a Chieti nel 1984. Ha intrapreso lo studio del violoncello presso il Conservatorio “L.D’Annunzio” di Pescara, sotto la guida di Massimo Magri, dove si è diplomato col massimo dei voti.
Dal 2002 al 2004 ha frequentato il corso di formazione orchestrale presso la Scuola di Musica di Fiesole “Orchestra Giovanile Italiana” sotto la guida dei Maestri B.Baraz, M.Zigante, A.Nannoni.
Con il quartetto d'archi "Pierrot” ha tenuto numerosi concerti in tutta Italia.
Vincitore di concorsi presso l’Orchestra Sinfonica di Roma, l’Orchestra del Teatro “C. Felice” di Genova e l’Orchestra del Teatro Marrucino di Chieti, è componente del complesso barocco “Camerata Anxanum” e dell’Officina Musicale de L’Aquila, con la quale ha recentemente inciso i Divertimenti di Mozart per archi e due corni per l’etichetta belga “Fuga Libera”.

Costanza Persichella, nata nel 1991, si è diplomata col massimo dei voti e la lode sotto la guida del M° L. Piovano. E' vincitrice di ben 14 primi premi in concorsi nazionali e internazionali, (Vittorio Veneto, AMA - Calabria, ecc).Diplomata anche al Suzuki Talent Center di Torino,ha partecipato a diversi corsi internazionali di perfezionamento (E. Bronzi, L. Piovano, G. Gnocchi).Si è esibita come solista già a 12 anni a Roma in presenza del violinista Uto Ughi, a Venezia, alla 14^ World Suzuki Convention di Torino e in varie città italiane ed europee,esibendosi anche per la RAI. Collabora con diverse formazioni cameristiche e sinfoniche tra cui l'Orchestra Nazionale di Santa Cecilia di Roma.E' membro dell'Accademia dell'Orchestra Mozart di C. Abbado.

ingresso offerta libera


Domenica 17 ottobre 2010
Ore 18.00


CONCERTO LIRICO

Dal Giappone

Pianoforte: IKUE SUZUKI
Soprano: KIYOKO YAMAGUCHI
Basso KENJI SAIKI


W. A. MOZART
“Cinque, dieci,..” - da LE NOZZE DI FIGARO
(Kiyoko Yamaguchi, Kenji Saiki)

G. ROSSINI
“La promessa”
(Kiyoko Yamaguchi)

F.P. TOSTI
“Sogno”
(Kenji Saiki)

K. YAMADA
”Karatachi no hana”
(Kiyoko Yamaguchi)

V. BELLINI
“Vi ravviso, o luoghi ameni” – da LA SONNAMBULA
( Kenji Saiki)

R. SCHUMANN- F. LISZT
“Widmung”
(Ikue Suzuki)

G. VERDI
“Sul fil d’un soffio etesio” – da FALSTAFF
(Kiyoko Yamaguchi)

G. VERDI
“Vieni, o Levita!” – da NABUCCO
(Kenji Saiki)

G. ROSSINI
“Ah donate il caro sposo” – da IL SIGNOR BRUSCHINO
(Kiyoko Yamaguchi)

G. VERDI
“Ella giammai m’amò” – da DON CARLO
( Kenji Saiki)

G. DONIZETTI
“Quanto amore” – da L’ELISIR D’AMORE
(Kiyoko Yamaguchi, Kenji Saiki)

T. OKANO
“FURUSATO”
(Kiyoko Yamaguchi, Kenji Saiki)


ingresso offerta libera

martedì 12 ottobre 2010

IL COSMO SONORO



Dopo il debutto alla Triennale di Milano (4-25 giugno 2010), il Cosmo sonoro dell’artista campano Luca Pugliese approda al Museo Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna. Lo Spazio mostre temporanee, dal 15 ottobre al 7 novembre ospiterà, infatti, l’installazione Cosmo sonoro, surreale e cibernetico locusarchitettonico, a cura di Fortunato D’Amico, ideato per accogliere tele e tracce audio dell’omonimo progetto pittorico-musicale.
La mostra, a ingresso gratuito, sarà aperta al pubblico dalle 9.30 alle
16.00 dal martedì al venerdì, dalle 10.00 alle 18.30 il sabato, la domenica
e i giorni festivi. Il vernissage si terrà venerdì 15 ottobre alle 19.00, al
termine della presentazione del catalogo Luca Pugliese. Cosmo sonoro,
fissata per le ore 17.30. Oltre all’artista, prenderanno parte
all’incontro, moderato dal giornalista e critico musicale Pierfrancesco
Pacoda
, Jenny Servino, responsabile del museo, il pianista-compositore
Daniele Buccio, Serena Cuoppolo e Fortunato D’Amico, curatori del catalogo,
il presidente dell’AFI (Associazione Fonografici Italiani) Leopoldo
Lombardi
e il compositore-musicologo Luigi Verdi.
Pittura e musica da fruire all’unisono, suoni che diventano forme e forme
che diventano suoni. Questo, in sintesi, il progetto audiovisivo del
poliedrico Luca Pugliese, pittore, musicista, architetto e cantautore
nonché fondatore del progetto musicale Fluido Ligneo: tredici dipinti con
corrispettive tracce audio, raccolti nel catalogo dell’artista recentemente
edito da Skira (Luca Pugliese. Cosmo sonoro, a cura di S. Cuoppolo e F.
D’Amico, Milano, Skira 2010), che sintetizzano la ricerca e la
sperimentazione delle interazioni tra musica e pittura, tra segni grafici e
segni sonori; un connubio tra arti, che interpreta l’esigenza del
musicista-pittore di oggettivare il proprio universo percettivo
multisensoriale facendo del binomio pittura-musica il soggetto stesso della
sua ricerca.
È un percorso sinestesico denso di significazioni e di messaggi impliciti,
suscettibile di molteplici e complementari livelli di lettura, quello
dell’installazione audiovisiva, dove l’istanza estetica, ossia l’esibizione
dell’esperienza artistica nei suoi aspetti e contenuti formali, si fonde
con un’esigenza etica e antropologica, quella di ripensare e rifondare il
rapporto tra l’uomo e il cosmo. Il messaggio si snoda attraverso la
simulazione architettonica di una dimensione altra, dove la visione e
l’ascolto di suoni e forme primordiali, impressi sul buio e sul silenzio,
azzerano i linguaggi convenzionali e sgombrano il campo della percezione da
ogni ridondanza e saturazione. E si snoda anche attraverso l’uso,
provocatorio, di oggetti e tipologie architettoniche dei nativi d’America
(“pali delle insegne” e tepee) quali operatori simbolici di un modus
vivendi organico e in sintonia con i ritmi della natura,dunque nella
scenografia di un cibernetico villaggio indiano dove l’artista e il
fruitore sono gli attori di un rito collettivo per il recupero di una
memoria cosmico-spirituale.
Martedì 26 ottobre alle 19.00, Luca Pugliese sarà ospite, del Museo della
Musica
anche nella veste di cantautore con il progetto di musica d’insieme
Fluido Ligneo, nell’ambito del quale l’artista ha scritto e pubblicato tre
lavori discografici: Endemico (2003), Flashbacks (2005) e Andante… (2009),
di cui l’ultimo distribuito dalla Emi.
Mostra e concerto ad ingresso gratuito.

Info:
Museo internazionale e biblioteca della musica
Strada Maggiore 34
tel. 051 2757711
museomusica@comune.bologna.it
www.museomusicabologna.it

links:
www.lucapugliese.it