CORPO CONFINE
dialogo con Franco Motta e Gergely Péterfy
Oggi giovedì 22 ottobre ore 19 secondo dialogo anatomico CORPO CONFINE. Un dialogo coloniale su razzismo, violenza e abuso con lo storico dell’età moderna Franco Motta (Università di Torino) e con Gergely Péterfy, scrittore ungherese, che ha appena pubblicato il romanzo Il barbaro impagliato in cui il corpo di Angelo Soliman (protagonista di uno degli episodi di Gran Teatro Anatomico) diventa metafora di un intero sistema culturale che trasforma l’essere umano in oggetto. Letture di archiviozeta e assonanze iconografiche a cura della storica dell’arte Marta Francia accompagnano il dialogo attraverso l’ala monumentale dell’Istituto Ortopedico Rizzoli.
giovedì 22 ottobre ore 19 Istituto Ortopedico Rizzoli-Bologna
ritrovo e accoglienza ore 18.45 ingresso monumentale: via G.C. Pupilli, 1, Bologna
ingresso gratuito scrivendo a:
prenotazioni@archiviozeta.eu (indicando giorno, nome e cognome, quantità)
Franco Motta è un saggista e professore ordinario di Storia moderna presso l’Università degli Studi di Torino, dove coordina anche il Dottorato in Scienze archeologiche, storiche e storico-artistiche. La sua attività di ricerca si concentra principalmente sul periodo della Controriforma (XVI-XVIII secolo), analizzando i delicati intrecci tra la teologia cattolica e il potere politico. Tra i suoi principali filoni di studio figurano i processi di canonizzazione, i modelli di santità e l’evoluzione dei diritti e del concetto di “umano” nell’età moderna. Autore di numerose pubblicazioni scientifiche, ha ottenuto grande rilevanza nel panorama accademico con la monografia Bellarmino. Una teologia politica della Controriforma (2005) e, più recentemente, con il volume L’età dell’oro e del ferro. Una storia del mondo moderno (2023), scritto insieme a Vincenzo Ferrone per l’editore Einaudi.
Gergely Péterfy è uno dei più autorevoli scrittori ungheresi contemporanei. Romanziere, saggista, giornalista e animatore culturale, ha dedicato gran parte della sua opera alla storia culturale dell’Europa centrale e ai temi della libertà, della memoria e dell’identità europea. Negli ultimi anni si è stabilito a Todi, in Umbria, insieme alla moglie, la scrittrice Péterfy-Novák Éva. Qui promuove iniziative culturali, corsi di scrittura e progetti editoriali rivolti alla comunità letteraria ungherese. Il trasferimento in Italia è da considerarsi come una presa di distanza dal clima politico e culturale sviluppatosi in Ungheria durante gli anni del governo di Viktor Orbán, ma il suo impegno culturale nella città umbra è destinato a continuare per amore del nostro paese e della sua cultura. L’attenzione per le questioni della libertà, dell’emarginazione e del rapporto tra centro e periferia attraversa profondamente anche Il barbaro impagliato.
...non perdere GRAN TEATRO ANATOMICO
all’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna
repliche: 23, 24, 25, 30, 31 ottobre e 1 novembre 2026
(venerdì e sabato ore 21 – Domenica ore 18)
Ingressi: intero 20€ – ridotto 10€ (under 25, dipendenti IOR muniti di tesserino)
Prevendita esclusivamente online qui
nell'ambito di VISTA PARADOX prospettive culturali 2026 sostenuto nell’ambito dell’accordo di programma tra Comune di Bologna e Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo per le attività di spettacolo dal vivo nelle aree periferiche
con il contributo di Regione Emilia-Romagna, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Fondazione Carisboin collaborazione con IRCCS Rizzoli, Patto per la lettura Bologna, Biblioteca Amilcar Cabral
I libri del bookshop sono forniti dalla libreria La confratenita dell’uva
Dopo l’anteprima che si è tenuta l’8 giugno a Bologna al Cinema Lumière nell’ambito di Biografilm Festival IL LABIRINTO viene ora distribuito nelle sale da OpenDDB (qui info calendario e richiesta proiezioni)
𝟐𝟒 𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞 - 𝐅𝐢𝐫𝐞𝐧𝐳𝐞 Cinema Astra
𝟐𝟗 𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞 𝐞 𝟑 𝐧𝐨𝐯𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 - 𝐁𝐨𝐥𝐨𝐠𝐧𝐚 Cinema Teatro Galliera
𝟒 𝐧𝐨𝐯𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 - 𝐒𝐜𝐚𝐫𝐩𝐞𝐫𝐢𝐚 (𝐅𝐈) Cinema Garibaldi
Girato da Alberto Gemmi nel corso di diversi anni al Cimitero militare germanico del Passo della Futa dove sono sepolti i corpi di più di 30.000 soldati tedeschi caduti durante il secondo conflitto mondiale: memoria e oblio si intrecciano tra corpi dimenticati, riti teatrali e paesaggi che mutano. Un’indagine poetica sul tempo, sulla storia e su ciò che la guerra lascia dietro di sé.
guarda qui il trailer del film
Nel corso dell'estate sono usciti molti articoli, presentazioni, riflessioni, recensioni, appelli su giornali, riviste online, blog, social. Sul Processo ma anche sulla cacciata dalla Futa. È un mosaico impressionante (e commovente) di parole, sguardi, emozioni, impressioni. Ringraziamo tutt* coloro che hanno meditato e scritto mettendo nero su bianco. Da buoni archivisti li abbiamo raccolti nella nostra rassegna stampa SCRIPTA MANENT. Chi li volesse leggere o rileggere, spulciando, li può trovare in ordine cronologico, di testata o per autore. Data la natura volatile del teatro e delle gazzette, immersi come siamo nella società della distrazione, è un patrimonio fondamentale per il nostro lavoro.
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